Sa cosa vuole fare, ma il corpo non lo esegue come lui lo ha pensato. È la differenza fra non avere l’intenzione e non riuscire a organizzare il gesto.
Cos’è la disprassia evolutiva
La disprassia evolutiva è un disturbo del neurosviluppo che compromette la capacità di pianificare, sequenziare ed eseguire gesti volontari, anche in assenza di deficit muscolari o sensoriali. Il bambino sa cosa fare, ma non riesce a costruire e automatizzare la sequenza di movimenti necessaria.
Disprassia evolutiva: segnali che meritano attenzione
- Difficoltà nelle sequenze motorie: vestirsi, allacciare, apparecchiare.
- Gesti impacciati, movimenti eccessivi o insufficienti rispetto allo scopo.
- Difficoltà a imitare un movimento che ha appena visto.
- Scrittura molto faticosa e lenta ad automatizzarsi.
- Fatica a orientarsi nello spazio del foglio e dell’ambiente.
- In alcuni casi difficoltà nei movimenti della bocca, con ricadute sulla parola.
Nessuno di questi segnali, da solo, significa che c’è un disturbo di disprassia evolutiva. È la loro persistenza nel tempo, e il peso che hanno sulla vita di tutti i giorni, che vale la pena far valutare.
Come lavoriamo ad AttivaMENTE sulla disprassia evolutiva
Valutazione neuropsicomotoria e valutazione neuropsicologica; percorso con riabilitazione neuropsicomotoria, terapia occupazionale e, se coinvolta la componente verbale, logopedia con terapia PROMPT. In parallelo lavoriamo con la scuola sugli strumenti che riducono il peso della fatica motoria sugli apprendimenti.
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