“Parlerà quando sarà pronto.” A volte è vero. Altre volte i mesi di attesa sono mesi in cui si poteva già lavorare, e il linguaggio è la base su cui si costruiscono gli apprendimenti e le relazioni.
Cosa sono
I disturbi del linguaggio sono difficoltà persistenti nell’acquisizione e nell’uso del linguaggio, che possono riguardare la comprensione, l’espressione o entrambe. Interessano il vocabolario, la struttura delle frasi, la produzione dei suoni o la capacità di raccontare.
I segnali, per età
- Entro i 12 mesi: assenza di lallazione, poca risposta alla voce.
- Verso i 18-24 mesi: vocabolario molto ridotto, nessuna combinazione di due parole.
- Verso i 3 anni: frasi molto semplificate, difficoltà a farsi capire da chi non è di famiglia.
- Dopo i 4 anni: errori nella produzione dei suoni che persistono, difficoltà a raccontare in ordine.
- A ogni età: il bambino si arrabbia o rinuncia quando non riesce a farsi capire.
Nessuno di questi segnali, da solo, significa che c’è un disturbo. È la loro persistenza nel tempo, e il peso che hanno sulla vita di tutti i giorni, che vale la pena far valutare.
Come lavoriamo
Valutazione logopedica, con approfondimento otorinolaringoiatrico e audiologico quando serve escludere una componente uditiva. Il percorso può comprendere riabilitazione logopedica, terapia miofunzionale, terapia PROMPT e, nei quadri più complessi, comunicazione aumentativa. Ai genitori diamo indicazioni su come stimolare il linguaggio nelle situazioni di ogni giorno, perché è lì che si fanno i progressi.
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