L’ansia in sé non è una malattia: serve, e tutti la conosciamo. Diventa un disturbo quando è sproporzionata, quando non passa e quando comincia a decidere cosa si fa e cosa si evita.
Cosa sono
I disturbi d’ansia comprendono l’ansia generalizzata, l’ansia da separazione, le fobie specifiche, la fobia sociale, il disturbo di panico e il disturbo ossessivo-compulsivo. In età evolutiva si manifestano spesso attraverso il corpo: mal di pancia, mal di testa, nausea, difficoltà a dormire.
I segnali
- Preoccupazioni continue e sproporzionate, richieste di rassicurazione che si ripetono.
- Sintomi fisici ricorrenti senza causa medica, soprattutto la mattina prima di scuola.
- Evitamento: situazioni, luoghi o persone che prima erano normali e ora no.
- Difficoltà ad addormentarsi, risvegli, incubi.
- Crisi improvvise con batticuore, respiro corto, senso di paura intensa.
- Rituali o controlli che il bambino sente di dover fare.
- Irritabilità e scoppi d’ira: nei bambini l’ansia somiglia spesso alla rabbia.
Nessuno di questi segnali, da solo, significa che c’è un disturbo. È la loro persistenza nel tempo, e il peso che hanno sulla vita di tutti i giorni, che vale la pena far valutare.
Come lavoriamo
Valutazione psicodiagnostica per capire di quale forma si tratta e cosa la mantiene. La terapia cognitivo comportamentale è l’approccio con la base di evidenza più solida per i disturbi d’ansia in età evolutiva; il lavoro con i genitori è parte del percorso, perché la rassicurazione continua, per quanto naturale, tende a mantenere l’ansia invece di ridurla.
Se stai leggendo tu.
Se hai imparato a evitare le situazioni che ti fanno stare male e la lista si sta allungando, è il momento buono per parlarne. Non serve che le cose peggiorino ancora. Puoi scriverci tu.
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