Passa dal sorriso alla crisi in tre secondi, per un motivo che a te sembra minimo, e poi ci mette un’ora a rientrare nei ranghi. Non è capriccio: è un problema di freni, non di volontà.
Cos’è
La disregolazione emotiva è la difficoltà a modulare l’intensità e la durata delle proprie emozioni: le reazioni sono sproporzionate rispetto all’evento, il ritorno alla calma è lento e faticoso. Non è una diagnosi a sé: è una caratteristica che attraversa molti quadri — ADHD, spettro autistico, disturbi d’ansia e dell’umore — e che spesso è la prima cosa da affrontare.
I segnali
- Crisi improvvise e intense per motivi apparentemente piccoli.
- Tempi lunghissimi per tornare alla calma.
- Bassa tolleranza alla frustrazione e all’attesa.
- Cambiamenti d’umore rapidi nell’arco della stessa giornata.
- Aggressività verso oggetti o verso di sé nei momenti di crisi.
- Difficoltà a dare un nome a quello che sente.
Nessuno di questi segnali, da solo, significa che c’è un disturbo. È la loro persistenza nel tempo, e il peso che hanno sulla vita di tutti i giorni, che vale la pena far valutare.
Come lavoriamo
Valutazione per individuare il quadro in cui la disregolazione si inserisce, poi lavoro diretto sul riconoscimento e sulla gestione delle emozioni con il bambino, e parent training per la gestione delle crisi. Le strategie che diamo ai genitori sono concrete e riguardano i momenti precisi in cui le crisi arrivano: l’uscita da scuola, i compiti, la sera.
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