Un disturbo alimentare non nasce dal cibo e non si risolve con il cibo. Il cibo è il posto dove finisce qualcosa che riguarda il controllo, il valore di sé e la possibilità di sopportare quello che si sente.
Cosa sono
I disturbi del comportamento alimentare sono condizioni psichiatriche in cui il rapporto con l’alimentazione, con il corpo e con il proprio valore personale si altera fino a compromettere la salute fisica e la vita di una persona. I più diffusi in adolescenza sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata. Hanno un esordio sempre più precoce e riguardano anche i maschi, più di quanto si pensi.
Cosa può notare un genitore
- I pasti in famiglia diventano un campo minato: salta, rimanda, mangia in camera, si alza subito.
- Un interesse nuovo e insistente per composizione, controllo e regole del cibo.
- Attività fisica aumentata in modo rigido, che non può essere saltata.
- Vestiti larghi, corpo nascosto, rifiuto di essere visto o fotografato.
- Ritiro dagli amici, irritabilità, umore che si abbassa.
- Lunghi tempi in bagno subito dopo i pasti.
- Nelle ragazze, alterazioni o interruzione del ciclo mestruale.
Nessuno di questi segnali, da solo, significa che c’è un disturbo. È la loro persistenza nel tempo, e il peso che hanno sulla vita di tutti i giorni, che vale la pena far valutare.
Perché in questa pagina non troverai numeri
Non pubblichiamo pesi, indici, quantità né descrizioni di comportamenti. Chi ha un disturbo alimentare cerca online esattamente quel tipo di dettaglio, e trovarlo su un sito di un centro clinico non aiuta nessuno. Se ti servono informazioni precise sulla situazione di tuo figlio, quelle te le diamo in un colloquio, dove possiamo anche capire cosa farne.
Come lavoriamo
Il percorso può coinvolgere Neuropsichiatra Infantile, psicoterapeuta e medico specialista in Scienza dell’Alimentazione, con il coinvolgimento della famiglia e, quando necessario, delle altre figure dell’équipe. Le diverse professionalità condividono le informazioni cliniche e gli obiettivi del trattamento, così da costruire un progetto individualizzato e coerente.
La valutazione comprende l’inquadramento psicologico, comportamentale e nutrizionale e, quando indicato, il monitoraggio delle condizioni fisiche e dello stato nutrizionale. Nei disturbi alimentari, infatti, è fondamentale prestare attenzione contemporaneamente al benessere psicologico e alla salute fisica.
Il trattamento viene personalizzato in base all’età, alla tipologia e alla gravità del disturbo e può comprendere psicoterapia, intervento nutrizionale, supporto alla famiglia e interventi comportamentali, secondo le necessità del singolo caso.
La famiglia rappresenta una parte importante del percorso, soprattutto in età evolutiva: viene accompagnata nella comprensione del disturbo e nella gestione delle situazioni quotidiane che possono interferire con l’alimentazione.
Se stai leggendo tu.
Se il pensiero del cibo e del tuo corpo occupa gran parte della tua giornata, non serve che tu abbia deciso di smettere per venire a parlarne. Puoi chiedere un appuntamento tu, e puoi dire fin dal primo minuto che non vuoi parlare di numeri. Va bene così.
Parlane con noi → Il primo colloquio serve a capire, non a decidere subito cosa farai.