Valutazioni Neuropsicologiche e Psicodiagnostiche

Diagnostichiamo disturbi, pianifichiamo interventi mirati, certifichiamo DSA

“È intelligente ma non si applica.” È la frase che quasi tutti i genitori di un bambino con un disturbo dell’apprendimento si sono sentiti dire almeno una volta. Una valutazione serve proprio a capire cosa c’è sotto una frase così.

Due strumenti diversi

La valutazione neuropsicologica analizza il funzionamento cognitivo: memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive, abilità visuo-spaziali, apprendimenti. La valutazione psicodiagnostica indaga la sfera emotiva, affettiva e relazionale. Spesso servono entrambe, perché un bambino che fatica a leggere può anche aver sviluppato un’ansia da prestazione che aggrava la difficoltà.

A cosa serve

  • Definire una diagnosi e distinguere fra quadri che si somigliano.
  • Descrivere il profilo di funzionamento: non solo cosa non riesce, ma su cosa possiamo far leva.
  • Certificare i disturbi specifici dell’apprendimento ai fini della Legge 170/2010.
  • Pianificare un intervento mirato invece che generico.
  • Fornire alla scuola indicazioni operative utilizzabili davvero in classe.

Come si svolge

Il percorso inizia con un colloquio anamnestico con i genitori, finalizzato a raccogliere le informazioni sulla storia dello sviluppo, sul funzionamento attuale e sul contesto familiare e scolastico.

Segue la somministrazione di test e strumenti standardizzati, scelti in relazione all’età, alle caratteristiche del bambino e al quesito diagnostico. La valutazione può richiedere più sedute, così da consentire tempi adeguati di osservazione e somministrazione, senza sottoporre il bambino a un carico eccessivo in un unico incontro.

Quando necessario, possono essere raccolte informazioni attraverso questionari rivolti ai genitori e agli insegnanti, per integrare quanto osservato durante le sedute con il funzionamento del bambino nei diversi contesti di vita.

I risultati vengono successivamente discussi all’interno dell’équipe multidisciplinare, così da integrare le diverse competenze professionali e arrivare a una lettura complessiva del profilo del bambino.

Il percorso si conclude con un incontro di restituzione con la famiglia, durante il quale vengono spiegati in modo chiaro i risultati della valutazione, le risorse e le difficoltà emerse e le eventuali indicazioni per il trattamento, il supporto scolastico o il monitoraggio. La relazione finale viene redatta in modo chiaro e comprensibile, con indicazioni concrete e utilizzabili dalla famiglia, dalla scuola e dagli eventuali professionisti coinvolti nel percorso.

FAQ

I test sono faticosi per il bambino?

Sono attività strutturate, spesso vissute come giochi o esercizi. Le sedute vengono distribuite per non affaticarlo.

In quanto tempo ho la relazione?

I tempi di consegna vengono comunicati alla famiglia al momento dell’avvio della valutazione e dipendono dalla complessità del percorso e dal numero di prove effettuate.

La relazione viene illustrata e consegnata durante un incontro dedicato di restituzione, perché riteniamo importante accompagnare la famiglia nella comprensione dei risultati e delle eventuali indicazioni successive, evitando che un documento diagnostico venga semplicemente inviato senza spiegazione.

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