Il neurofeedback è una tecnica di allenamento dell’attività cerebrale. Ti spieghiamo cos’è e, altrettanto importante, cosa non è.
Come funziona
Durante la sessione l’attività elettrica del cervello viene misurata in tempo reale attraverso elettrodi non invasivi. Il segnale viene restituito al bambino sotto forma di stimolo visivo o sonoro — spesso un gioco che avanza — così che possa progressivamente modulare il proprio stato di attivazione. Non c’è nessuna corrente inviata al cervello: l’apparecchio legge, non trasmette.
In quali situazioni viene proposto
Presso AttivaMENTE il Neurofeedback può essere proposto, quando clinicamente indicato, come intervento di supporto all’interno di un percorso personalizzato, in particolare per lavorare sulle capacità attentive, sulla regolazione e sull’autoregolazione.
L’opportunità di intraprendere il percorso viene valutata caso per caso, tenendo conto delle caratteristiche del bambino, degli obiettivi terapeutici e degli eventuali interventi già in corso. Il Neurofeedback viene inserito, quando appropriato, all’interno di un progetto multidisciplinare, senza sostituire gli altri interventi riabilitativi o psicoterapeutici eventualmente indicati.
Il percorso prevede una fase iniziale di inquadramento e definizione degli obiettivi, seguita da sessioni individuali di Neurofeedback. Il numero e la frequenza degli incontri vengono stabiliti in funzione delle caratteristiche individuali e degli obiettivi concordati, con verifiche periodiche dell’andamento del percorso.
Cosa non è
Non è un trattamento sostitutivo. Lo proponiamo all’interno di un percorso, accanto agli interventi con solida base di evidenza, e non al posto loro. Se ti viene proposto altrove come alternativa alla terapia o come soluzione risolutiva, è ragionevole chiedere di più.